CHEF RESTAURANT 厨师制造美食城

Chef Restaurant, locale dal nome banale ma con un tenero e pimpante orsetto chef sul suo logo. 

 
 Il ristorante è in via Rosmini, nella chinatown di Milano, nascosto al secondo piano di un palazzo già sede di un hotel, negozio di casalinghi e centri benessere sempre made in China. Mi viene da dire che se non lo conosci, o se non sei incuriosito dall'orsetto sull'insegna, difficilmente proverai questo locale.


 Arrivato al secondo piano dell'edificio una porta antincendio mi accoglie di fronte all'ingresso del locale, che scopro essere frequentato da pochi clienti esclusivamente cinesi, in un'atmosfera lounge tipica di molti ristoranti cinesi di ultima generazione. 

 

Onestamente non è l'ambiente che cerco, sono tentato ad uscire ma la proprietaria mi prende subito sotto la sua custodia e mi fa accomodare su un tavolino di fronte al bancone; gli altri sono tutti disegnati per comitive di almeno 4 clienti.

Do un occhio al menù, che dice di proporre cucina di Wenzhou, del sud est in generale ma anche del Sichuan, immancabili in qualunque locale di qualunque provincia cinese. Pochi sono i piatti banali, per esempio non vedo gli involtini primavera, i ravioli o i vari risi saltati, spaghetti di soia e roba simile che asseconda palati non cinesi... piuttosto, come antipasto propongono zampe di pollo, anatra in olio di sesamo, lingue di anatra, costine e stinco di maiale fritto, testa di anatra... come piatti speciali invece vedo molto pesce e frutti di mare stufati, ma anche manzo, vitello o agnello agropiccante...

Passando al mio pasto, decido di sorprendermi con un antipasto ''Wenzhou Fish Cake'', di cui non ho la pallida idea di cosa possa essere, non essendoci foto nel menù...


 L'apparenza e l'odore di surimi mi delude, in quanto mi aspettavo qualcosa simile ad una frittella di pesce, ma il sapore non è male... almeno dopo il quarto o quinto boccone... dopo un po' stanca, anche pucciandolo nella salsa di soia. 

Per fortuna riesco a rifarmi con il primo e il contorno:


 Anche col primo decido di rischiare ed ordino un Watkins castello riso fritto... boh...!! 


 ma mi va bene, scopro che non è altro che del riso saltato con verdure e gamberi sotto una coperta di riccioli fritti, probabilmente pastella di riso. Il sapore è buono e molto accomodante, per niente speziato ed il gambero sembra fresco... molto buono. Il contrasto con il croccante dei riccioli poi da al piatto una piacevole chiusa. 


 Tuttavia il piatto vincente è questo, melanzane stufate semplicemente con olio, aglio, salsa di soia e porro, delicate e gustose, anche se alla lunga un po' pesanti.


 Dopo un'asprissima ananas offerta dalla casa mi alzo e pago i dovuti 23 euro, che comprendono i 4 euro dell'immancabile Tsingtao, 6 euro dell'antipasto, 6 del primo e 6 delle melanzane. Porzioni tutte molto abbondanti, quindi tranquillamente condivisibili in due. 

Esperienza non certo indimenticabile, ma potrei ritornarci.

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